I contenuti personali di questo weblog sono distribuiti con Licenza Creative Commons BY NC ND

COMUNICATO CONGIUNTO DEI CONSIGLIERI COMUNALI CETRULLO E MORSILLI

 LA POLITICA NON E' OBBEDIENZA E IL DISSENSO NON E' UNA COLPA


Amministrare una città non significa pretendere uniformità di pensiero, né scambiare la fedeltà politica con l'obbligo di approvare ogni decisione.

Significa avere una visione, confrontarsi anche quando è scomodo e trovare soluzioni nell'interesse della comunità.

Quando si cerca di evitare il confronto o si pensa di essere gli unici detentori della verità, le critiche possono diventare fastidiose e le divergenze vengono considerate come un problema da isolare piuttosto che vederle come un'opportunità per migliorare l'azione politico-amministrativa.

In questi casi non è il dissenso a indebolire la politica, ma è la politica che dimostra di non saperlo gestire.

La lealtà non consiste nel tacere per convenienza e la responsabilità non consiste nel votare sempre e comunque secondo le indicazioni ricevute. Anche la coerenza non si misura con il metro dell'adattabilità alle scelte a volte assurde prese da altri, ma con la capacità di sostenere le proprie idee elaborate all'interno di un percorso politico condiviso, assumendosene fino in fondo le relative conseguenze.

Nel nostro caso, abbiamo tenuto sempre un comportamento adeguato e coerente con il Programma elettorale proposto ai cittadini e continueremo a farlo con libertà di pensiero.

Crediamo in una politica diversa, seria, capace di superare i personalismi e di ascoltare, di mettere in discussione anche le proprie scelte e di riconoscere che nessuna maggioranza possiede il monopolio della verità. Una politica che non abbia paura delle voci critiche e che non simuli con il silenzio una compattezza solo di facciata.

Ci riconosciamo con l'azione dell'amministrazione quando questa interpreta con buon senso ed equilibrio il programma elettorale, intercettando i reali bisogni dei cittadini; questo l'abbiamo fatto e continueremo a farlo nell'ambito del Consiglio comunale.

Chi è davvero sicuro della propria azione amministrativa non teme il confronto, ma lo cerca, per trovare delle soluzioni condivise migliori.

La nostra città di Cologno Monzese, all'interno delle istituzioni, non ha bisogno di persone che dicano a prescindere sempre di sì, ma invece che siano coscienti delle proprie scelte, delle ricadute generali e che abbiano il coraggio di dire di no quando serve; non rinunciando mai alla propria autonomia di giudizio, non sconfessando i contenuti del Programma elettorale, ma non asservendosi a logiche di partito o di appartenenza.

A Cologno Monzese serve un confronto serio sul futuro della città, sulle priorità amministrative, sulla qualità delle decisioni e sulla capacità di rispondere ai bisogni delle persone. Non una politica ripiegata sulla difesa degli equilibri interni, nella quale la conservazione degli assetti, dei posti, rischia di diventare più importante dei risultati.

La politica non è obbedienza. E' responsabilità, coerenza e coraggio. Il resto è gestione del potere.


I Consiglieri comunali

Luciano Cetrullo e Alessandro Morsilli

Cologno Monzese, il 31 ottobre 2026




L'EVAPORAZIONE DEL PD DI COLOGNO MONZESE

 

Articolo de IL GIORNO a firma di Laura Lana


L’EVAPORAZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI COLOGNO MONZESE


L’articolo pubblicato su “Il Giorno” del 18 ottobre scorso, a firma dell’autorevole giornalista Laura Lana, che parla di “evaporazione” del Partito Democratico locale di Cologno Monzese, mi ha dato lo spunto per richiamare i fatti della scorsa seduta consiliare del 13 ottobre, durante la quale è stata surrogata la Capogruppo dimissionaria del Partito Democratico, Martina Pelà Villari.

In quell’occasione ho chiesto di prendere la parola per svolgere delle brevi riflessioni sul fatto ed augurare il buon lavoro alla Consigliera subentrante, ma dopo solo un minuto sono stato interrotto dal Presidente del Consiglio Giovanni Cocciro che, inadeguato a mio giudizio a ricoprire quel ruolo, in modo autoritario mi ha tolto la parola, impedendomi di esprimere delle considerazioni politiche.

Le ennesime dimissioni presentate da consiglieri del Partito Democratico, al di là delle motivazioni ufficiali, esprimono il difficile momento politico in cui si trova oggi il PD locale, fortemente rappresentato da pochi soggetti politici, se non da uno solo. Questa situazione caratterizza indirettamente anche il momento politico e la vita di questa maggioranza.

Questa consiliatura ha visto il Partito Democratico perdere progressivamente pezzi importanti della propria rappresentanza in Consiglio. Prima le dimissioni di altri due consiglieri, poi l'uscita di due figure politicamente significative che hanno scelto di aderire al Gruppo Misto, ora con l’ulteriore dimissione di Martina Pelà si arriva al numero di cinque consiglieri andati via sugli otto originari.

Non entro nel merito di decisioni personali che meritano rispetto, e prendo atto di scelte che immagino sofferte. Tuttavia, il dato politico non può essere derubricato ad un semplice episodio formale o di avvicendamento nelle istituzioni.

Di fronte a una successione di eventi di questa portata, una domanda appare inevitabile: cosa deve accadere ancora perché qualcuno ammetta che esiste un profondo problema politico interno al Partito Democratico cittadino?

Il PD doveva rappresentare il perno della coalizione di maggioranza, la forza trainante di questo percorso politico-amministrativo e programmatico. Oggi, invece, appare sempre più ridimensionato, residuale ed incapace di incidere realmente sulle scelte politico-amministrative della città, abdicando a questa funzione e devolvendo ad altre forze questo compito.

Si può comprendere, quindi, come le ultime dimissioni assumano un significato che va oltre la vicenda personale, perché si collocano all'interno di una dinamica ormai consolidata di indebolimento del gruppo consiliare del Partito Democratico, cosa che da ex Capogruppo non avrei mai accettato che accadesse.

Segnali rilevanti che dovrebbero spingere il Partito democratico a fare autocritica a tutti i livelli rispetto a come sono state condotte le azioni negli ultimi mesi e coltivati o distrutti i sistemi di relazione interni, a partire dall’allontanamento di persone valide, competenti e di alto profilo come il sottoscritto ed il collega Morsilli.

Credo che i livelli superiori del partito metropolitano e regionale dovrebbero interrogarsi seriamente su quanto sta accadendo a Cologno Monzese ed avere il coraggio di intervenire, come invece non hanno fatto in passato, nel periodo in cui ho maturato la scelta di uscire dal Gruppo, spiegando loro tutte le ragioni.

Ma l’esigenza di una profonda riflessione vale anche per l’intera coalizione di maggioranza, in quanto continuare a considerare ogni uscita, ogni dimissione, come un episodio isolato legato alle sorti di un singolo partito, significa non voler vedere la realtà . Quando le persone valide, preparate e storicamente impegnate in un progetto politico decidono di allontanarsi, il problema non può essere sempre e soltanto di chi se ne va.

La città ha bisogno di chiarezza, di stabilità e di interlocutori politici credibili.

Personalmente continuerò a fare la mia parte nel Gruppo Misto con responsabilità, fermezza e spirito costruttivo fino alla fine, perché l’impegno assunto è con gli elettori e non con i partiti.

Luciano Cetrullo - 22/10/2026

PIANO DEI PARCHEGGI: DISATTESE LE ASPETTATIVE DEI CITTADINI, IL PASS RESIDENTI COSTERA' 25 EURO L'ANNO.

 


TOUR DE FORCE DI DUE GIORNI IN CONSIGLIO COMUNALE PER L'APPROVAZIONE TRA L'ALTRO DEL PIANO DEI PARCHEGGI A PAGAMENTO. IL GRUPPO MISTO SI DISTANZIA E VOTA CONTRO, PERCHE' SONO STATE DISATTESE LE ASPETTATIVE DEI CITTADINI.

Il tema della nuova gestione della sosta a pagamento ha caratterizzato i lavori della seconda giornata del Consiglio comunale di Cologno Monzese DEL 14 OTTOBRE 2026. Un tema fortemente sentito dai consiglieri ed anche dai cittadini che in molti contesti ed in vario modo hanno espresso le loro preoccupazioni.
Infatti, a fronte della generale condivisione della necessità di regolamentare il tema importante della sosta, in ragione della reale difficoltà a trovare parcheggi in certe aree e di limitare la sosta impropria specie quella provenienrte da altri comuni, ecc., nel corso del dibattito si è rilevato subito il problema del pagamento dei costi istruttori per il rilascio del pass ai residenti.
La proposta di far pagare 25 euro all'anno per ottenere il pass per parcheggiare nelle linee blu nei tratti indicati lungo l'asse della metropolitana e nelle vie intorno ha scaldato gli animi e ha fatto risaltare alcune differenze di vedute non solo tra opposizione e maggioranza, ma anche all'interno di quest'ultima.
Infatti, Il Gruppo Misto di cui sono Capogruppo, ha espresso la forte contrarietà rispetto a questa scelta, intervenendo con la presentazione di alcuni emendamenti, in parte simili a quelli presentati da alcune forze politiche di minoranza.
Ho sostenuto in quella sede che condividere l'obbiettivo non significa necessariamente condividere tutti gli strumenti scelti per raggiungerlo; in questo caso quello di far pagare una somma difficilmente compresa dai colognesi e chiamata con il termine "costi di istruttoria", ma che in realtà fa pensare ad un'ulteriore fattispecie di tassa annuale per parcheggiare lì dove fino a qualche giorno prima si parcheggiava gratuitamente.
La previsione di un pass residenti a pagamento lo riteniamo un errore non solo dal punto di vista economico (del resto la somma incassata annualmente per i pass residenti dovrebbe aggirarsi a sole 25.000 euro rispetto ad un ricavo tariffario annuo previsto in 571.000,00 euro), ma anche dal punto di vista politico e di principio. Non si discute solo dell'importo, che verosimilmente non cambierebbe un bilancio familiare, ma quanto della mancata previsione e prospettazione di altre soluzioni capaci di non far gravare sui residenti, solo in questa prima fase di una determinata zona, i costi dell'operazione (p.es. con un pass gratuito almeno per il primo veicolo intestato o per il nucleo famigliare, con il pagamento simbolico di una tantum al solo rilascio). Del resto se l'obiettivo dichiarato è contrastare l'utilizzo improprio dei parcheggi da parte dei non residenti allora la misura dovrebbe limitarsi a colpire chi produce il problema e non anche chi lo subisce.
Per questo avevamo redatto degli emendamenti specifici che potevano correggere il tiro, ma che sono stati tutti respinti. Cosi come l'emendamento che riduceva ad un anno il periodo cosidetto sperimentale e l'altro emendamento che riportava all'approvazione del Consiglio alcuni aspetti generali e rilevanti, che la giunta invece ha inserito in regolamento tra quelli di propria autonoma competenza.
Insomma, si è voluto andare avanti, con "la furia cieca di un baleno" come cantava il grande Guccini, con una decisione caratterizzante sotto il profilo politico, che non ci appare un segnale di coraggio, ma di profondo disallineamento con parte delle proprie componenti di coalizione e soprattutto con il sentimento sociale della maggiore parte della comunità colognese. (LC)

Per chi volesse approfondire l'argomento può rivedere l'intero consiglio comunale al seguente link:



Intervento del Capogruppo Luciano Cetrullo nella seduta consiliare del 24 settembre 2026 sul punto delle dimissioni del Consigliere Colombo


Buona sera a tutte le persone presenti in aula e buonasera ai cittadini presenti e collegati in streaming. Questa sera ci accingiamo a svolgere un passaggio significativo: la surroga di un consigliere comunale che ha rassegnato le proprie dimissioni. Si tratta di un momento sempre rilevante nella vita consiliare, ma lo è in modo particolare oggi, alla luce delle motivazioni che hanno condotto il consigliere Antonio Colombo a tale decisione.
L'avvocato Antonio Colombo, dopo un percorso politico articolato maturato negli ultimi mesi, ha lasciato la lista del Partito Democratico – nella quale era stato eletto – per collocarsi nel Gruppo Misto. E' uno spazio politico e istituzionale, ma soprattutto ideale che anche il sottoscritto e il consigliere Alessandro Morsilli abbiamo ritenuto di condividere, constatata l'impossibilità di svolgere in modo efficace il ruolo di capogruppo e di consigliere all'interno di un gruppo consiliare divenuto, nel tempo, espressione di una residualità politica nonostante numeri iniziali significativi. Ricordo anche le dimissioni di inizio anno dell'ex consigliere Giuditta Sturniolo, sempre del gruppo PD.
In tale nuovo contesto si sono consolidate convergenze importanti sul piano dell'iniziativa politica e progettuale per la città tra me, Morsilli e Colombo, che abbiamo rappresentato al sindaco e ai colleghi della maggioranza. Si tratta di proposte improntate al buon senso, orientate ad imprimere un cambio di passo ed un'azione politico-amministrativa che oggi appare priva di slancio e di prospettive di lungo periodo.
Il consigliere Antonio Colombo, pur mantenendo un approccio critico ma sempre costruttivo, non ha ricevuto riscontri adeguati né dal sindaco né dalla maggioranza, dovendo – come lucidamente ha scritto – per tre anni soltanto ratificare le decisioni assunte dalla giunta o dai dirigenti. A ciò si è aggiunto più in generale un atteggiamento nei confronti del Gruppo Misto chiaramente ad excludendum, culminato nel diniego assoluto alla richiesta di una rappresentanza in giunta. E si badi, non si trattava di una rivendicazione irragionevole o personalistica, bensì di un segnale politico volto a ricostruire un equilibrio tra le forze di maggioranza.
Una scelta che ritengo ancora assurda e miope, che ha impedito al sindaco di procedere ad una revisione delle deleghe e dei processi amministrativi, nonostante criticità evidenti e riconosciute.
E' stata, di fatto, un'occasione mancata per riequilibrare un assetto politico sbilanciato al proprio interno tra i partiti di maggioranza e, in particolare nei confronti del Gruppo Misto.
Antonio Colombo ha definito questa chiusura come un atteggiamento rigido e autoreferenziale. Molti atti dell'amministrazione, soprattutto nell'ultimo anno, hanno suscitato perplessità sia in lui sia in noi: riunioni di maggioranza molto lunghe che non conducono a sintesi condivise; difficoltà ad accogliere contributi critici; scarsa propensione al confronto su posizioni che non sono contrarie, ma semplicemente riflessive e orientate alla valutazione.
Nel 2023 si era avviato un percorso con obbiettivi chiari: rigenerare un tessuto sociale fragile e valorizzare la città di Cologno e renderla più bella. Oggi, tuttavia, si registra un evidente scollamento dalla realtà e dalle esigenze della comunità. Qualcuno ha perso i contatti con la Terra e si trova su Marte. Cosa deve accadere ancora per capire che esiste un problema politico e che non può essere affrontato mortificando il ruolo dei consiglieri che hanno operato con senso di responsabilità per mantenere unità e coerenza con il mandato elettivo?
Di fronte a una persistente indisponibilità al dialogo, il consigliere Antonio Colombo ha maturato le proprie riflessioni e ha assunto la decisione che oggi formalizziamo con la surroga.
Qualunque giudizio si voglia esprimere, è indubbio che egli abbia svolto il proprio ruolo con impegno e dedizione. Tuttavia, la sua scelta rappresenta una sconfitta per l'intera maggioranza: - per chi avrebbe dovuto preservare la coesione della coalizione e non l'ha fatto; - per chi ha confidato in un suo progressivo disimpegno; - per chi ritiene che il Gruppo Misto sia sacrificabile e si arrocca a difesa del proprio insignificante fortino Apache.
Non è così che si governa una città. Non è così che si costruiscono relazioni istituzionali. E non è così che si garantisce un buon governo.

Luciano Cetrullo
Capogruppo Gruppo Misto
Cologno M.se, seduta consiliare del 24/09/2026

#gruppomistocologno #lucianocetrullo #alessandromorsilli #consigliocomunalecolognomonzese #colognomonzese #follower #InEvidenza

CONSIDERAZIONI SUI RISULTATI ELETTORALI TEDESCHI IN SASSONIA - ANHALT


BREVI CONSIDERAZIONI SUI RISULTATI DELLE ELEZIONI TEDESCHE IN SASSONIA-ANHALT.

Dai risultati che in serata si vanno sempre più consolidando, emerge la vittoria netta del partito di estrema destra AfD, che raddoppia il consenso e supera il 44,5% dei votanti.  Di fronte a questo risultato, che ridimensiona fortemente le altre forze politiche di centro e di sinistra, nessuno può stupirsi o meravigliarsi, in quanto rappresenta l'epilogo della mancanza di volontà sinora espressa dalla politica e ciò anche in chiave italiana ed europea, di intercettare i reali e concreti bisogni di quella parte della popolazione, più esposta alle dinamiche dei cambiamenti sociali.  Infatti, proprio i cambiamenti epocali e globalizzanti di questo periodo, le massicce ondate migratorie in Europa di molte popolazioni, l'aumento del sentimento di insicurezza fisica da parte delle persone, sono state per troppo tempo raccolte dai politici di centro e sinistra in chiave narrativa e convegnistica.  Le persone si sentono sole ed abbandonate, alla deriva in una società parificante e livellante verso il basso, nella continua esigenza di sopravvivere da soli agli eventi ed alle violenze.  Quando crolla il patto sociale che lega la popolazione ad uno Stato, quando la nazione diventa liquida rispetto all'ingresso di azioni e contaminazioni negative, allora le risposte dei cittadini, come accaduto in Sassonia, saranno quelle di dare sostegno alle forze politiche che evocano messaggi chiari e che magari parlano alla pancia, ma sicuramente prefigurano almeno la volontà di prendere in considerazione alcune tematiche critiche, rispetto alle quali altre forze politiche finora hanno fatto solo finta di considerarle.   L'esito elettorale in Sassonia, manda un segnale forte e chiaro a tutti e cioè, che non si può più rimandare o tergiversare nell'affrontare i temi chiave posti dall'AfD, nonché nell'avviare una profonda riflessione su quello che dovrà essere il modello dell'Unione Europea di domani.
(Luciano Cetrullo - 06.09.2026)


#lucianocetrullo #medialucet #consiglierecetrullo #colognomonzese #gruppomistocologno #follower #Inprimopiano #tutti #elezionisassonia 

IL DUP 2027/29 TRA AUTOCELEBRAZIONE E MANCATE REALIZZAZIONI

IL GRUPPO MISTO HA ESPRESSO UNA POSIZIONE COERENTE.
L'articolo in basso de "La Gazzetta della Martesana" raccoglie e commenta le posizioni espresse dal GM in occasione della scorsa seduta consiliare, durante la quale lo stesso ha fornito le motivazioni per non poter partecipare al voto su questo punto importante di programmazione dell'azione politico-amministrativa.


CONSIGLIO COMUNALE DESERTO, LE REAZIONI DELLA STAMPA - 2

Anche sul settimanale di informazione locale "La Gazzetta della Martesana", il giornalista Fabio Ralli, ha dato risalto alla notizia della seduta consigliare andata deserta per mancata partecipazione dell'intera maggioranza, con esclusione del Gruppo Misto.  Anche in questa occasione sono state riprese le mie considerazioni che evidenziano un forte disagio per dei comportamenti non comprensibili che - come richiamato nell'articolo - profumano di "ripicca" nei confronti del nostro gruppo, che in verità è interessato a porre in essere un'azione di supporto alla maggioranza, con un taglio critico e di pungolo, ma anche serio, chiaro e trasparente.  Più che una caduta di stile, in questo caso si è evidenziata una mancanza di rispetto sotto il punto di vista politico, ma anche umano.


In basso l'articolo de La Gazzetta della Martesana di sabato 20 giugno 2026



CONSIGLIO COMUNALE DESERTO, LE REAZIONI DELLA STAMPA - 1

L'articolo de IL GIORNO di Milano, a firma di Laura Lana, che riprende gli esiti della seduta consigliere deserta ed i commenti che ho espresso sulla questione.


LEGGI L'ARTICOLO A QUESTO LINK => VAI ALL'ARTICOLO